lunedì 10 settembre 2018

nell'aria c'è...

10 settembre… per una come me, che fa cioè cose legate all'anno scolastico dei ragazzi, queste ore sono più o meno come quando a scuola ci andavo io, un po' malinconiche, un po' nostalgiche, un po' speranzose per l'anno che verrà. Del resto che io sia nostalgica-malinconica è una costante di 350 giorni all'anno.
Venerdì scrivevo piacevolmente stupita per una giornata che si era svolta con un livello di ansia piuttosto basso. Fa molto piacere ammettere che poi l'ho 'pagata' per tutto il sabato e la domenica. E questi sono quegli arzigogoli mentali del panico che poco capisco, una sorta di 'adesso te la faccio pagare' autoinflitta che non ha né capo né coda, perché in fondo che motivi ci dovrebbero essere di farmela pagare se sono stata quasi bene un giorno?
In ogni caso, sabato pomeriggio bersò le 17, dopo aver passato un paio d'ore a tremolare come una foglia al vento in uno stato di pre-panico, ho deciso di uscire, sul genere o ti fai o ti disfi: andava bene anche un attacco che poi si sarebbe esaurito piuttosto che quella tiritera che andava avanti da ore. Sono stata accontentata, l'attacco c'è stato e mentre faticavo a camminare in mezzo alla strada, un gruppo di 5 ragazzi da un'auto mi ha presa in giro. Francamente è un atteggiamento che mi fa anche un po' pena, ma la rabbia che ho provato per qualche minuto è stata una cosa indicibile. Non è durata molto, per fortuna, ma questi momenti di emozioni violente stanno verificandosi con sempre maggiore frequenza. E non mi piace.
Rabbia, ansia… sono uscita dal fine settimana esausta.
C'è nell'aria malinconia, c'è nell'aria speranza. Magari sta a me decidere a cosa dare retta...

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