Secondo un libro che sto leggendo, il rischio anche durante le sedute terapeutiche, è che il momento presente venga totalmente assorbito dal passato o sparisca in funzione del futuro, insomma che si pensi a qualsiasi dimensione temporale tranne quella dell'ORA.
Capisco il punto di vista e in effetti la frase di apertura con cui si apriva un paragrafo parlava proprio del presente schiavo del passato, schiavo di ripetizioni infinite di quello che è stato, che continua solo perché è già stato appunto. Ecco, che barba! Credo si colleghi bene al discorso di ieri sul voler essere libera. Senza un passato che ti costringe sulla stessa strada, che, poiché sei stata male ieri, ti spinge a dare per scontato che sarà così anche oggi.
Non mi piace.
Anche perché allora, passato per passato, perché non ripescare un passato (nel mio caso quello della preadolescenza) in cui ero perfettamente funzionale in termini psicoterapeutici e per dirla più semplice: stavo bene ed ero serena? Passato per passato, perché non scegliere quello che piace di più?
Non voglio più essere a disagio con mezzo mondo. Trovare il modo e ricordare che la strada NON è già segnata.
E basta.
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