Che bella giornata di sole... non sono sicura che climaticamente parlando sia proprio come dovrebbe essere al 23 di ottobre ma non resta che godersela per certi aspetti.
Però so che è tutto così luminoso e pulito nell'aria che sembra di avvertire questa pulizia anche dentro , nei pensieri. E in effetti ordine, purezza e luminosità sono le cose che mi servono per poter andare avanti. Ieri sera ho visto un film che prende spunto da una storia vera, di una ragazza tenuta segretata in una stanza per quasi 7 anni. Davanti a storie del genere nemmeno si capisce come sia possibile che il cervello di una persona decida di boicottarsi a tal punto da diventare carceriere di se stesso.
Non capisco come ho potuto farmi questo per 17 anni. Perché? Per paura di chi? Però è così, la mia realtà è stata ed è questa. Creare un percorso per poterne uscire credo necessiti di 2 punti fondamentali, rigore e semplicità. Cioè costanza e cose fattibili. Lo dico spesso, me ne rendo conto, ma fondamentalmente perché sono lontana anni luce dall'averle fatte mie. So cosa dovrei fare, probabilmente anche come farlo, ma poi mi areno perché complico le cose. Creo percorsi alternativi, scappatoie, scorciatoie, ghirigori vari che però mi allontanano dall'obiettivo. Metto in piedi programmi che sono troppo intensi e di fatto, poi, nemmeno mi stupisco di non riuscire a gestirli. Il punto è CHE AL MOMENTO gestire in contemporanea l'impegno dello STUDIO, del RICOMINCIARE A USCIRE DI CASA DI FREQUENTE, della PERDITA DI PESO e del LAVORO CON I RAGAZZI non mi è possibile. Fa male, e paura, ammetterlo, ma non farlo che benefici potrebbe portarmi? Vivere perennemente nell'illusione? Illusioni a fronte di uno stare perennemente male. No, così non va. E per mille motivi il peso e le uscite devono essere la priorità numero 1, perché ogni anno passato con una tale obesità potrebbe compromettere enormemente la mia salute in mille modi diversi, e rischiare di rimanere confinata in casa è un rischio sempre molto concreto per le mie ansie.
Invece un anno in più senza laurea, magari comunque lavorando di più, non è la fine del mondo. Costanza e chiarezza.
Ripartire dalle cose più elementari perché legate alla salute.
Anche perché mi auguro sempre che questo mi possa portare quella capacità in più di gestire le emozioni, di capirle... per trasferirle sulla carta e cercare di fare davvero dello scrivere il mio lavoro, perché in realtà ancora non ho smesso di crederci.
COSTANZA E CHIAREZZA...
PERò MI CHIEDO SE QUESTO DISAGIO HA QUALCOSA A CHE FARE CON UN PERENNE SENSO DI COLPA... IN TAL CASO CREDO SIA ORA DI PERDONARMI. SUL SERIO.
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