sabato 9 giugno 2018

e una piccola crepa...

Circa 40 minuti fa ho accompagnato mia madre in paese in auto. Poi andrò a riprenderla, in ogni caso l'uscita mi è costata più o meno 10 minuti di tempo. Ansia relativamente bassa, ma un discreto mal di testa. Posso dire però che, almeno in apparenza,  è andata bene.
Certo, è ovvio quanto sembri ridicolo sentire che UN'USCITA DI 10 MINUTI TRA ANDATA E RITORNO PERCORSA SENZA ANSIA è UN SUCCESSO. Per chi non ha mai avuto a che fare con il panico a livelli invalidanti, lo sembrerà senza dubbio, per chi invece prova ogni giorno, più volte al giorno, i 'magici effetti' di questa malattia, forse meno.
17 anni… e sì, posso dire che in qualcosa almeno, le cose vanno meglio. E allora sento un dovere nei miei confronti, quello di cavalcare l'onda. Oggi a tavola parlavo della questione dell'obesità, e di come quel singolo problema sia, di fatto, almeno doppio, nella misura in cui, anche il panico fa sempre parte del quadro. Per me, in questa fase, l'aspetto più invalidante, dopo il panico, è l'obesità, ma il panico si insinua ovunque, rendendo ogni percorso una gigantesca corsa ad ostacoli. Controllo del cibo? Quasi impossibile: se il panico rende le mie giornate complicate, è sul cibo che trovo sfogo. Movimento? Idem, tra vertigini, nausea, mancanza di fiato.
Sembrerebbe un circolo infinito senza soluzione. Eppure proprio nell'uscita di 10 minuti che è andata bene oggi, può esistere la soluzione, perché nell'enorme muraglia che è il panico, nell'enorme muro che mi divide da una vita decente, comincia a intravedersi qualche piccolissima, microscopica crepa. Non quelle che riescono da sole a far venire giù tutto, ma quelle che permettono una qualche mossa. Sta a me sfruttarle, insinuarmi con chiodo e scalpello in quel muro e cercare di aprire un varco. Non esistono scorciatoie, e sarà faticoso, pesante, doloroso ( me lo ha confermato anche la psicoterapeuta ieri), ma quanto è doloroso ogni tanto svegliarsi e rendersi conto che si è in una bolla che ci divide da ogni cosa? Che ci isola da tutto?
Sono seduta qui a questo tavolo in questa sala e rivedo le scene delle feste tra di quando ero una ragazzina serena, rivedo i momenti piacevoli, rivedo l'impegno nel fare il mio dovere, rivedo anche le lacrime versate a volte. Rivedo una vita che pure senza eccessi, era piena.
Poi sposto lo sguardo sullo specchio e mi vedo ora. 18 anni dopo, 60 chili in più, quasi tutte le caselle delle esperienze più importanti ancora vuote…
ma, appunto, una piccola crepa nel muro, e qualche, forse più di qualche, possibilità ancora a disposizione. Tutto sta nel capire se sono pronta a combattere davvero. Se voglio almeno provarci sul serio.

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