sabato 2 giugno 2018

panico e forza di volontà

Sabato… ha qualche significato per me che sia sabato piuttosto che lunedì? Mah, forse l'aveva fino a che avevo le attività di volontariato ma con la sospensione di queste, è solo un altro giorno che passa in un modo un po' inutile.
L'altro giorno sono crollata di fronte alla questione dentista, ma a dirla tutta non mi sono ancora ripresa, e non può che essere così. Con ieri il 99,9 dei miei impegni di lavoro sono finiti e io resto senza 'alibi'. E con alibi intendo qualcosa dietro cui parare la mia inattività perenne, perché senza quello che mi resta da fare? Nulla, e intendo di cose che faccio, non che dovrei fare perché di quelle c'è ne sarebbe una lista infinita.
Ogni tanto mi rendo conto di aver raggiunto un ennesimo punto, un ennesimo cambio di livello per gravità e presa di consapevolezza. Ovviamente questo è uno di quelli, che mi fa chiedere: che succederà questa estate? In che stato sarò ridotta con l'inizio dell'autunno?
Questa mattina, tra un mal di testa lancinante e un attacco di panico forte, non sono stata bene. Non è una novità e soprattutto ho il sospetto che possa essere sempre meno un alibi, perché non vedo periodi diversi all'orizzonte, di fatto le cose vanno fatte nonostante questo mio stare male.
Sebbene mi renda conto della difficoltà della cosa, qui non c'è più nulla da psicoanalizzare, qui serve lavorare sodo sulla forza di volontà.
Perché ne servirà un casino!!! Sarà una lotta su tutti i fronti: orari di sveglia, movimento, uscite a piedi e in auto, faccende domestiche, contatto con le persone… l'unica cosa su cui non mi sento di mettere in piedi la faccenda ora è lo studio, e non perché in autunno sarò più libera, certo che no, ma perché non so come infilarci dentro anche quello. In un modo un po' utopico spero di fare un po' di passi avanti con il resto così che tra 4 mesi mi sia meno impossibile gestire anche lo studio insieme al resto, ma è certo che se non comincio da qualche parte, tra 4, 5 o 50 mesi non sarà cambiato un tubo, se non il mio peso che sarà di più.
Gesù, mi sembra talmente ridicolo tutto questo…, davvero, c'è una microscopica parte di me legata ad un modo di vedere meno psicologico/malato e più 'si fanno le cose perché è normale farle senza tante pippe mentali' che ancora non si da pace per essere diventata questo, e che vede tutto questo come qualcosa fuori dal mondo.
E invece...

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