lunedì 11 giugno 2018

lunedì di ordinario malessere

Dopo la giornata assurda di ieri, oggi non posso che essere ancora ko, con la pancia che fa le bizze, sento lo stomaco attorcigliato come un fusillo e la pancia non è da meno.
In effetti ieri è stata davvero una giornata pesante, finita con me che piangevo prima di dormire, con le lacrime che scivolavano sul cuscino. E come da copione poi tutto questo da psicologico, diventa malessere fisico con la sensazione di avere i fuochi d'artificio in pancia, sì, non è fine né delicato ma è quello che provo. E alle 14 so di dover fare una cosa che mi costerà una fatica enorme, ammesso di riuscire ad andare, incontrare quei genitori che francamente non sopporto, Ora la cosa curiosa è che sin dalla prima volta che li ho visti ho avvertito questo, senza scomodare magie e premonizioni, ma fermandomi all'istinto, devo promettere a me stessa che non succederà più. Ogni volta che avrò quella sensazione (che di fatto quest'anno ho avuto solo con loro e con la madre dell'altra ragazza che poi è venuta 5 volte su 13 e poi ha chiuso tutto), devo promettermi che le darò retta. Perché non è uno scappare dalle situazioni difficili, voglio dire con l'altra ragazza la situazione è davvero difficile ma non mi sognerei mai di mollarla, se non mi mollano loro, perché è diverso. Ma il rispetto è una cosa di cui non posso fare a meno, e se è vero che sono io che devo concedermelo in primis, è vero che non ho esattamente bisogno di circondarmi di teste di cazzo, in questo momento.
E sì, avrò meno soldi forse, ma in fondo evitare di spenderli in cazzate varie, come borse di dolci e decine e decine di libri, era anche un po' un obiettivo a cui puntare. Forse mancando la materia prima andrà meglio. E' che semplicemente non può andare avanti così.
Crisi come quella di ieri mi mettono talmente sottosopra da farmi stare male per giorni… altro che essere felice perché sabato sono riuscita a portare e riprendere mia mamma in paese. Onestamente mi spiace che non vedrò la psicologa per quasi un mese perché questa caduta deve essere esaminata, senza tornare ad Adamo ed Eva,, ma guardandola solo sull'oggi. Sul senso che ha avuto oggi, perché io non riesco proprio a vederlo il senso. Sì, sono stata un po' sottosopra (un po' tanto) per telefono e guida, e confronti su ogni fronte… ma il vero problema è il confronto con me stessa. Il modo in cui voglio vivere, le cose contro le quali combattere, quelle che devo lasciarmi alle spalle.
Può essere un controsenso visto come sto, eppure proprio da venerdì sera dopo la buca lavorativa, una parte di me, ancora troppo piccola è vero, ha riaperto gli occhi con la sensazione che è proprio vero che le corde le ho in mano io e che posso esprimere me stessa. Posso esprimere il rispetto per me stessa, ora sì. Posso alzare la testa con fierezza e non lasciare a nessuno la possibilità di trattarmi, involontariamente o meno, come una pezza da piedi.
E su questa piccola speranza devo farmi forza.
Perché davvero, BASTA.

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