sabato 9 giugno 2018

giugno...

Primo giorno di vacanze… sì, ufficialmente per molti tra esami, stage, e corsi di recupero, le vacanze vere arriveranno con luglio, ma ancora di più cominciano oggi…
Anche se i ricordi precisi svaniscono con il tempo, la sensazione di benessere che provavo anche io nei primi giorni di vacanza me la ricordo eccome. Soprattutto nella mia era pre-panico.
Se devo dirla tutta non è che questa perenne nostalgia di quei momenti mi sembri strana, anzi… perché è forte la paura che sia tutto passato in senso assoluto, che per una di 34/35 anni non ci sia più possibilità di recuperare nemmeno una piccola parte di divertimento. Ogni estate arriva, poi se ne va, lasciandomi solo più frustrata, perché è l'estate il momento in cui sento con più forza la mancanza di tutta quella parte di vita che, appunto, non ho. Svago e divertimento compresi. Tra pochi giorni andrò al mare, e mi farà un gran bene, se non altro per il cambiamento d'aria, ma è tutto molto contradditorio, è un'esplosione di colore e di vita che mi sfiora soltanto, che non mi appartiene, che mette in luce tutta la parte di me stessa che ho perso per strada.
Sarà doloroso, ma perché non sfruttare questo "dolore" come spinta per un vero cambiamento? Perché non ce la faccio? E la mia è una domanda seria: quale è l'obiettivo per un auto-sabotarsi del genere? Non dovrebbe essere insito nella natura umana puntare a stare bene? Invece anno dopo anno ho combinato solo un casino con la mia vita, con il mio corpo… soffermarmi sulla cosa è sempre fonte di gran confusione.

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