Le luci e il maggior via vai natalizio, hanno smorzato l'effetto più triste del mio rientro, lasciando però tante riflessioni che troveranno modo anche nei prossimi giorni di emergere in tutta la loro potenza. Per ora so che c'è meno malinconia del previsto e, per così dire, mi godo questa cosa un po' diversa da quanto messo in preventivo.
Una cosa però mi fa ridere, per non piangere. In mezzo a tutte le considerazioni, il bisogno di uscire più spesso, di andare, di stare fuori è davvero diventato l'obiettivo primario e questa mattina ne avevo già l'occasione. E sì, sono uscita, e sì ho più o meno fatto quello che dovevo ma sono ormai 10 ore che combatto con un'ansia da pazzi… c'è da ridere, c'è da piangere… io non lo so. So che ho davanti un percorso che definire in salita è un eufemismo.
Per questo quella città di mare dove sono stata ha qualcosa di adatto a chi soffre di panico come me, perché non toglie la crisi di ansia, ma ti facilita nell'affrontarla, ti dice: "Esci di casa, respira l'aria e lasciati andare…". E una volta e due… e mille, magari cambierebbe qualcosa, quando invece qui, la struttura della città fatta tutta di salite e discese e lontananza da casa mia, ti fa passare la voglia anche quando male non stai. (del resto è successo mille volte che io non uscissi perché la fatica di gestire la lontananza era troppa.)
comunque io sono qui… e so cosa devo fare.
resta solo una domanda: fatica a parte, lo farò???
Nessun commento:
Posta un commento