Di ritorno dell'ennesima commissione per mio padre. Certo è una bella giornata quindi, probabilmente, sarei uscita lo stesso. Tralasciando un secondo il panico che a parte un momento sulla via del ritorno, è stato sotto controllo... Sono comunque a terra. Ieri sera parlavo con mia madre dello stato ansioso a mille della sera precedente e lei mi ha detto senza mezzi termini che non sto facendo poi niente di che... per carità lo so anche io ma stare così male per un 'niente di che ' demolisce l'umore. Questa mattina mio padre sembrava star peggio di ieri e mi è venuta paura di restare bloccata qui... mentre poi andavo in negozio oggi, mi sono resa conto che la mia permanenza prolungata qui non verrà fondamentalmente notata da nessuno, a parte una lezione da annullare non cambia niente per nessuno... credo sia la definizione più coerente della solitudine: esserci o meno non cambia ...
Forse mia madre ha ragione nel dire che non sto facendo poi niente di che... ma ho 34 anni, è la mia vita non so dove sia finita... È ovvio che non sono pronta ad occuparmi di quella degli altri. Sono stanca, mi fa di nuovo male la schiena e se dovessi bloccarli di nuovo saremmo nella merda totale...
A volte non ci credo di aver permesso al 'panico' di farmi questo... È lo metto tra virgolette perché in fondo so che il panico sono io... ma come ho fatto a rendere la mia vita una tale distesa di niente? Come si fa per 18 anni a lasciare le redini a questa cosa? Come...
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