A volte mi viene un po' l'input per un progetto: 18 unità di tempo da definire per recuperare, uno alla volta, i 18 anni persi. 18 mesi potrebbe essere la mossa più sensata, ma a livello emotivo un anno e mezzo mi sembra troppo… quindi 18 settimane? o 18 blocchi da dieci giorni l'uno?
Per ogni blocco la missione è recuperare qualcosa che ho perso nell'anno reale corrispondente. Ad esempio il primo blocco corrisponde al mio 3 anno di liceo, a 16 anni. Che ho perso all'epoca?
Ricontattare amici, uscite, primi baci, prime volte, prima escursione seria con l'auto… sembra tutto molto carino, ma fuori portata al 99,9% per cui? A che posso mirare?
In teoria potrebbe anche essere un progetto carino, ma in pratica mi pare poco gestibile; stare lì a ripercorrere solo i ricordi di ogni anno mi sembra solo inutile. Occorre agire. E certo, nel primo anno la vera grande rinuncia è stata proprio quella di uscire di casa, scuola a parte, in modo sistematico, perché sistematico cominciava a diventare il panico per me. Ho perso mia nonna e la mia migliore amica, anche se per motivi diversi. E il panico, o meglio i suoi sintomi hanno iniziato ad influire sul mio rapporto con il cibo. Quindi queste cose importanti successe nel primo anno di malattia, come potrebbero essere 'recuperate-rielaborate' oggi?
Non so, forse il progetto potrebbe essere meno bislacco di quanto sembri, ma andrebbe studiato molto bene, con attenzione, sicuro non va iniziato tanto per… e anche gli obiettivi dovrebbero essere ben calibrati.
Pensiamoci su (non troppo) ma con attenzione.
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