Tutto sommato oggi direi che va molto meglio di ieri, sebbene non sappia il motivo. Forse la solita altalena di emozioni che provo. In ogni caso ho letto un libro che parla di un uomo che scopre di essere malato terminale e che prova a rimediare ai suoi errori mandando mail a cui però nessuno risponde. Ora, ovviamente un libro con una trama del genere non può essere una botta d'allegria, porta a riflettere sulla morte. Morire da soli credo sia tremendo ma la verità è che della morte mi sto scoprendo avere una paura assurda. Ogni tanto vedi quelle persone anziane così contente di come hanno vissuto da essere realmente tranquille di fronte alla fine. Non so se sia questione di soddisfazioni vere vissute o di fortuna, magari tanta fede, ma a me spaventa perché non sento di avere tutta questa tranquillità. Sapere poi che ti resta poco da vivere, un countdown implacabile, mi manca il fiato solo al pensiero. La morte è un pensiero che ho spesso in testa negli ultimi mesi/ultimo anno. Normale passaggio evolutivo o sintomo di una depressione un po' latente e un po' no?Saper di dover morire, contare i giorni, essere soli.
Tutti moriamo prima o poi, ovvio, eppure è un pensiero così forte che sconquassa, che fa tremare dal di dentro. È tosta.
Nessun commento:
Posta un commento