Appena scesa dalla ciclette, gambe dolenti ma ci sta.
Oggi pomeriggio sono uscita per un giro (al supermercato… ), sono uscita alle 17, dopo aver passato circa mezz'ora in piedi cercando di decidermi ad andare. Non ero in preda all'ansia, non questa volta, ma a bloccarmi era la paura che si rompesse l'auto, e poiché non c'era necessità che io uscissi, l'idea era più o meno: cosa esci a fare? Vuoi andarti a cercare rogne?
Modo di ragionare francamente stupido, e alla lunga pericoloso, perché rischia di chiudermi ancora più. (se fosse possibile).
Comunque alla fine sono uscita perché volevo andare al supermercato. Nella mia testa una serata ideale con dolci e un bel film. Ricordi di bei momenti quando dopo una settimana pesante mi concedevo una sera di relax, in effetti in alcuni casi serate così sono state anche piacevoli, fino a che tutto è degenerato in una routine fatta di cattiva alimentazione e perenni serate chiuse in casa, dovute al panico. Però oggi mi sono aggrappata a quei ricordi.
Ricordi.
L'altra sera alla fine sono uscita per la riunione del mio impegno comunitario ed è andata meglio di quanto potessi immaginare, di fatto proseguo, ma in una modalità che mi potrà consentire parecchie pause se ce ne fosse bisogno. Quindi se riesco a stare solo un filo rilassata, potrei godere di un po' di compagnia con impegno relativamente basso per tutto l'anno. Va bè, ci penserò man mano. L'unica cosa che aggiungo è che sono andata sì ma sono stata male per quasi 48 ore prima. Un approccio un filo meno ansiogeno sarebbe stato gradito, anche se…
anche se non è facile perché oramai sempre più spesso, quando esco, mi capita di imbattermi in persone che mi chiedono cosa faccio. E cosa faccio?
Niente. Quando facevo alcune ripetizioni (anche pochissime ore) mi paravo dietro quelle, ora non riesco a mentire spudoratamente. Certo, tra poco potrò quasi dire con sincerità di essere una sorta di casalinga, ma è la sensazione di fondo che fa male, la consapevolezza di essere arrivata a 35 anni lontana da ogni traguardo. Non dico che non potranno cambiare le cose, dico che ad ora, resta un bilancio triste.
E alla fine, continuando a pensare a quello che non riesco a fare, non so più nemmeno cosa voglio.
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