lunedì 23 settembre 2019

spazi

Questa mattina mi sono svegliata verso le 5. Mezza addormentata sono andata in bagno, e poi mi sono messa a pensare e mi è venuto in mente il primo anno che ho fatto il campo estivo come aiuto animatrice. Venivo dai miei primi 9 mesi di panico, ricordo ogni mattina dovermi trascinare a destinazione, ricordo la difficoltà delle gite. Seguire i ragazzi mentre stavo male, ma più che altro mi sono concentrata proprio sui viaggi, e poi ho pensato a tutte le volte che salivo in auto/bus anche fuori dal centro estivo, magari per la scuola o per un'uscita tra amici. Solo gli istanti in auto. Mentre ero in bagno pensando a ciò,  ho avuto una mega vertigine, troppa la fatica provata solo per quello. Poi mi stupisco se sono sempre esausta. Lo stress che ho provato per quasi 20 anni non è quella stanchezza che se ne va ogni sera con un buon sonno, no; è qualcosa di perverso che si annida dentro, che cresce ogni volta. Chiusa in un auto/autobus era terrore che mi prendeva lo stomaco. Era follia. Paura di vomitare, paura di soffocare, di non avere aria, di non poter scappare. Ogni volta la solita solfa. Sono fatta di carne, ossa e 20 anni di paura.
Sono 10 giorni che non esco di casa, domani dovrei provarci. Ma se chiudo gli occhi anche solo per un istante, vedo la ressa che si chiude intorno a me, vedo che non c'è spazio, sento l'aria viziata, i mille deodoranti che si mescolano. Vetri appannati. Tutto come se fosse adesso.

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