Questa mattina sono uscita e stata fuori circa un'ora. Durante questo tempo non ho fatto cose speciali, ho solo portato l'auto dal meccanico, con il quale però ha parlato mio padre, e poi sono andata in posta. Eppure ci sono stati tanti spunti di riflessione. In fondo a volte credo che sia questo quello che mi riesce bene, riflettere.
Il tutto è iniziato uscendo di casa, stavo di merda tanto per cambiare, ma non mi ci sarei soffermata sopra più di tanto se non fosse stato per l'atteggiamento scorbutico di mio padre: conciata come ero, i suoi modi mi hanno complicato l'impresa, da qui pensiero n1: è difficile accettare quanto, anche chi mi è vicinissimo, non capisca mai davvero il mio malessere.
2; ho incontrato un mio amico che non vedevo da anni e mi ci sono fermata a parlare un po'. Potrebbe non essere male una vita fuori a contatto con gli altri, a volte ho qualche sprazzo di relazioni piacevoli; detto ciò però il fatto che parlassi come una macchinetta denotava il mio non essere molto a mio agio.
3, una signora, leggendo alassio sulla borda che portavo, ha attaccato bottone con me, per poi arrivare a chiedermi cosa facessimo qui invece di trasferirsi là. Al di là dell'irruenza della scena, mi è piaciuto molto un aspetto: la semplicità con cui aveva ipotizzato un cambio di vita. Cambiare, a volte può essere meno complicato del previsto.
4, ho visto un'auto vecchiotta che mi ha fatto pensare agli anni 80. Sebbene io abbia vissuto più i 90, essendo del 1984 ero piccola per ricordarmi qualcosa, ne ho sentito la mancanza. MI sembrano sempre un periodo più semplice sotto mille punti di vista.
Idee, pensieri, emozioni di un martedì mattina.
Stavo malissimo quando sono uscita, sono stata poco bene durante il resto del giorno. Eppure per una ventina di minuti, questa mattina, fuori, tra la gente, mi sono sentita quasi al posto giusto. Bene no?
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