Ore 14.17, sono di nuovo con il culo sulla sedia in casa. Sono andata, e sono ritornata circa 1 ora e 45 minuti dopo. Tutto è filato più o meno liscio. Non ho trovato code, non ho avuto bisogno di fermarmi, ho fatto anche un paio di chiacchiere con la farmacista. Mi sono stancata da morire? Sì. Ho un bel mal di testa e sta venendo fuori di nuovo l'ansia, per ora non riesco a mangiare, per cui mi rilasserò qualche minuto e poi procederò. Gesù, sono esausta. E mi viene di nuovo da piangere. Non c'è nessun tipo di proporzione tra ciò che devo fare e come mi sento prima-durante-dopo. Non c'è nesso, non c'è equilibrio. Tutto questo mentre continuo a rendermi conto di quanto ci sia da fare in casa adesso. Per tutti. Così forse l'unica, per ora, è chiudere questa uscita. Magari piangere anche un po' per sfogarsi. E stop. Ogni volta che mi muovo è una difficoltà estrema. Ogni volta che lo faccio non ho la sensazione che il risultato valga la fatica. Ma è il ragionamento opposto che spaventa ancora di più, se mollo anche queste uscite, come posso farcela? Non in senso di chissà che progetti, ma banalmente per campare.
Ora mangio e poi mi chiuderò in un libro per un paio d'ore. Giusto o sbagliato, non sarei in grado di fare altro.
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