giovedì 26 settembre 2019

Ore 22.51, e ho finito da circa 15 minuti di fare la doccia. La doccia… questa sera è andata abbastanza bene, in realtà nelle ultime 2 settimane è andata bene, l'ultima crisi è stata domenica 15, i miei appena partiti, mio zio che aveva dato i numeri il giorno prima… poi per 2 settimane la doccia è stata quasi normale. Va detto che la sto facendo ad orari bizzarri per una persona sempre a casa, tipo alle 13, o alle 22 come questa sera. MA del resto solo così mi salvo, appena sento che posso farcela, mi ci fiondo. Se dovessi dire la faccio tutti i giorni all'ora x, più di metà delle volte (e sono generosa), l'idea di dover stare lì sotto il getto, mi farebbe mancare quel poco fiato che mi resta, e non la farei. Così invece colgo l'attimo, come questa sera, sono andata in bagno per un altro motivo e, prima che mi venisse l'ansia, ero già insaponata. La doccia è una di quelle attività così banali che la fatica che faccio la maggior parte delle volte mi sfianca. Cioè, ogni volta che faccio la doccia mi chiedo se sarà una di quelle volte (che sono ancora la maggior parte) che dovrò fare tutto quasi in apnea, tremando, con gli occhi chiusi per non aver la sensazione di cadere, con il batticuore, uscendone poi ko. Come si fa ad andare avanti? Tra due giorni tornano i miei, e sì, sono contenta perché comunque ho fatto qualcosa e mi sono stancata (tanto per cambiare) ma ho un bisogno assoluto di avere intorno più relax possibile. Non voglio che si cominci con le solite mezze liti in casa tra mio zio e mio padre. E siccome mio zio sta diventando qualcosa di impossibile, verrebbe da dire che non sta invecchiando bene, prevedo ne vedremo delle belle. Ma io non voglio, ne ho piene le scatole. Ho bisogno di serenità. Certo è tutto un discorso io, io io… ma che posso dire? Ho 35 anni e sono felice perché per una sera sono riuscita a fare una doccia senza diventare matta, è chiaro che non sono molto stabile. La serenità intorno a me è obbligatoria. Non reggo altro.

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