sabato 14 settembre 2019

Per ricollegarmi al post precedente, devo aver mandato nell'universo il messaggio sbagliato.
L'altro giorno guardavo fuori dalla finestra e pensavo che tutto sommato questa estate ce la siamo cavata abbastanza bene in casa tra mio padre e mio zio. Già… e come volevasi dimostrare, oggi mio zio è dato fuori di nuovo. Così, di nuovo i miei partono domani, e io resto qui con lui che spara stronzate a zero. Più passa il tempo più le sue lamentele si fanno ridicole per la causa, ma più dure nei risultati con lui che continua a lanciare accuse senza mai fermarsi un secondo a ragionare su come si comporta lui, su quanto ogni giorno dobbiamo fare per lui.
Ovviamente mi sono agitata, ovviamente ho la testa che mi scoppia, ma non è quello che mi preoccupa di più. Mi spaventa come ad ogni sua sceneggiata io cambi nei suoi confronti e pure nei confronti di questa casa. Più passa il tempo più mi è difficile tornare ad un livello di normalità. Mi sento sempre più pressata da una situazione che non mi piace, da un comportamento che non mi convince, da qualcosa che mi schiaccia e mi soffoca. Voglio dire, già mi è difficile tenere testa alla vita da sola, visto tutti i miei problemi e le mie insicurezze, finire schiacciata pure dalle cazzate degli altri mi sembra davvero insostenibile. Vorrei partire io.
A volte penso che davvero avrei bisogno di andarmene da qui. Non sarò capace di affrontare il mondo, ma per lo meno starei male per i cavoli miei, non per le scenate degli altri.
Mi chiedo se una mattina mi sveglierò e capirò che non posso proprio più restare qui se non voglio rimetterci la pelle prima dei 40 anni.
Cazzo, ogni volta che mi sembra di diventare un briciolo più sciolta e libera dal panico, ecco che mi arriva addosso una batosta. Che palle. Non ne posso più.

1 commento:

  1. comunque tutte, e sottolineo proprio tutte, le volte che riesco con fatica a levare un briciolo di insicurezza dalla mia vita, che riesco a fare un microscopico passo avanti, arriva qualcosa che mi fa tornare indietro. Dopo quasi 20 anni così, uno potrebbe anche iniziare a credere di non meritarsi nulla di diverso.

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