Verso le 18 ieri mi sono ritrovata immersa in una malinconia esagerata. Un po' per quel fine estate sempre più nell'aria, un po' perché non so che fare per l'impegno di domani, un po' perché in una mail ho trovato un riferimento ad un possibile cambiamento per l'anno prossimo in quel volontariato che di fatto non so nemmeno se fare quest'anno. Cambiamenti, non mi piacciono, mi spaventano. Passato, futuro… alla fine ogni attimo è sempre fagocitato dal tempo che non c'era e quello che sarà. In ogni caso il problema all'origine è sempre questo mio sentire troppo a livello emotivo. Un'emotività che è impossibile da sostenere. L'idea di giorni che susseguono così mi distrugge, come se qualcuno mi desse un colpo in testa che non mi permette di vedere lucidamente. Non è che vorrei essere diversa, ma un po' più stabile. Mia madre è emotiva quanto me, ma ad un certo punto scatta un qualcosa in lei che immagino sia un mix tra buonsenso e la fermezza di chi sta bene, e l'emotività non è più qualcosa che la mette ko ogni istante, solo un lato del suo carattere.
Voglio dire, che senso c'è nello stare male ora per qualcosa che forse succederà il prossimo settembre in un contesto di cui comunque sono stanca? Nessuno. Però ci sto male.
Così come le emozioni nei confronti degli altri spesso sono ingestibili per me. Non capisco bene cosa sia successo in questi mesi, ma su quel fronte non sono andata molto avanti temo.
Non voglio spegnere le emozioni, solo renderle un po', come dire, meno appuntite.
Sono molto preoccupata per ciò che sto vivendo.
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