Mi sono alzata molto nervosa e stanca, e su questo pesa tutto, ovviamente anche la paura per la malattia, sebbene i piccoli segni confortanti che arrivano dallo studio dei dati. Paura di colpi di coda, paura che il rischio ci sarà sempre…
Ma oggi di fatto è il bilancio della mia vita che pesa più del resto. Mentre lavavo le tazze della colazione vedevo quante cose ci sarebbero state da sistemare il cucina, poi in soggiorno, poi in camera e così via… solo l'idea mi ha fatto venir da piangere, è come se fossi costantemente senza forze per la gestione delle pulizie. Il vuoto della mia vita si fa sempre più pesante, non riesco a fare niente, niente prospettive, niente. E non riesco nemmeno a compensare occupandomi della casa.
Ci saranno tanti, chi non ha avuto lutti, che quando daranno il via libera saranno pronti per riprendere la loro vita, io vedo solo il niente. 36 anni, 20 anni di panico, senza risultati, senza amici, senza relazione, soldi, lavoro… non riesco a trovare la strada.
Giardinaggio, coltivazione dell'orto, imparare a cucire/lavorare a maglia… cucinare. Potrei fare mille cose che potrebbero anche avere un riscontro economico, o per meglio dire potrebbero farmi risparmiare. Idee, tante, che girano nella testa, ma le mie giornate restano perennemente vuote. Sono senza forze, e anche fare piani mi sembra inutile, perché sono solo una presa in giro verso me stessa. In questo lockdown sono cadute tutte le finzioni: volontariato e lezioni. Senza quelli, non c'è niente, ma anche con quelli c'era pochissimo, solo che era comodo fingere. Mi sento sull'orlo del baratro immersa nel vuoto. Potrei cominciare qualsiasi cosa.
Ma non ce la faccio.
Mi chiedo se, appena possibile, avrebbe senso cominciare una nuova terapia psicologica.
Di fatto la chiusura su me stessa, l'involuzione, è completa.
un bel traguardo.
Almeno i fiori sanno riaprirsi alla vita.
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