Sono le 11 di mattina e sto ascoltando un cd di Zarrillo con un mix di canzoni e fino ad ora ho sentito l'elefante e la farfalla e una rosa blu. Canzoni rispettivamente del 1996 e del 1997. Non ricordo esattamente quando sono uscite, anche se so di conoscerle quasi da sempre. Ma come sempre in questi casi la nostalgia per il passato è forte. Credo sia una nostalgia fatta di due componenti, una è la consapevolezza di aver vissuto bei momenti, l'altra è quella di aver perso tanti anni. Il tutto condito dal fatto di essere sempre stata una ragazza molto empatica ed emotiva, insomma, ho sempre SENTITO tanto, forse anche troppo.
Ma ritirarsi in un passato un po' mitizzato è anche quasi ovvio in questi tempi; tempi nei quali ci sono mille strati di paura diversa. E forti tensioni anche in casa.
Ultimamente mi ritrovo spesso verso le 10 di mattina a guardare un programma che parla di delitti. Mentre lo guardavo l'altra mattina, mi sono resa conto di immaginarmi in un appartamento sola. Di difficile per non dire impossibile fattibilità. Ma significativa del bisogno estremo di avere pace rispetto a questa tensione famigliare che mi stritola lo stomaco. Tensione per la quale, anche riuscire a ritagliarmi una mezz'ora sentendo parlare di delitti di ogni sorta, riesce ad isolarmi e 'rilassarmi'. Stiamo rasentando la follia.
Ragazza d'argento…
Dio, se penso alle ore passate cantando… ora non riesco, perché cantare per me è lasciarsi andare, totalmente. Scollegarmi dal presente e mi sembra di non potermelo permettere. Come se avessi paura di ciò che potrei trovare 'ritornando' nel mondo.
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