domenica 3 maggio 2020

a volte mi sento fatta di ansia e rabbia, e non necessariamente in quest'ordine. Sapevo che i nervi sarebbero usciti male da questa pandemia. Ma nel mio caso i problemi grossi sono sempre gli stessi, legati a problemi famigliari. Vivo malissimo la compresenza zio-padre, vivo malissimo questo mio sentirmi così esposta. E vivo malissimo l'incapacità di tirarmi fuori e pensare alla mia situazione. Però… quale è la mia situazione? Sembra una domanda stupida, ma il punto è: non avendo un lavoro fuori casa, in quante faccende sarebbe lecito subentrassi? Oggi facendo le scale con una bottiglia in mano mi sono dovuta fermare a metà, perché non riuscivo a salire. Il problema peso è rimasto di nuovo in sospeso. Voglio dire… al netto dei miei problemi, al netto delle mie difficoltà, a cosa posso realisticamente ambire? Mi domando questo forse perché spero che, impegnata nei cavoli miei, manderei un po' al diavolo gli altri. Detto in modo più neutro, se sono impegnata da me stessa, forse non darei troppo peso a quello che succede in casa, tra i due "uomini".
Anche perché… sebbene io odi il comportamento di entrambi, mi rendo conto di aver bisogno di uno stratagemma per cui me la prendo con solo uno alla volta, ho bisogno di un appiglio. E di solito ad essere 'graziato' in questa ultima fase, è mio padre, sebbene non accetti molti suoi comportamenti. Questo dover venire un po' a patti con la situazione, mi serve per non dare di matto del tutto, ma non mi piace per niente, motivo per cui poi mi innervosisco con me stessa per il fatto di essere troppo tollerante, per essere troppo caga sotto per affrontare la realtà a muso duro. Quindi… se magari sono impegnata PER ME, CON MIEI IMPEGNI, allora forse sarei più staccata anche dalle cagate di quei due che non sopporto più.

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