giovedì 7 maggio 2020

Questa mattina dalle 9 alle 10 ho fatto un'ora di lavoretti in giardino, niente di particolare, solo strappare le erbacce tra le varie mattonelle del cortile. Avrò fatto 1/50, è un lavoro lungo, pesante per me che sono una pappamolle, ma vedremo. Di buono c'è che sono stata un'ora all'aria e al sole.
Casa mia è grande, di fatto è doppia e la parte sopra è stata fatta circa 28 anni fa. Se ripenso al passato, mi rendo conto che a seconda del periodo ho vissuto più in alcune parti. Fino agli 8-10 anni, ovviamente visto che la parte nuova non c'era, stavo di sotto, nella casa vecchia. Con la costruzione di quella 'nuova' e con il mio entrare nella preadolescenza, ho fatto di quella la mia casa vera, ed ho iniziato a starci sempre più anche con la voglia di stare sola per guardare la tv, ascoltare musica... finendo con lo starci Anche troppo. Il fatto è che poi ogni angolo si è un po' identificato con alcune fasi della mia vita.
Oggi ad esempio, mi sono fermata una mezz'ora con mia mamma, in una cameretta e nel terrazzo del bagno della casa più vecchia. E sono stata travolta dai ricordi, dei periodi degli anni passati. Molto passati. E mi è venuto da piangere di nuovo. Passato… perché fa così effetto? Perché non vedo un futuro, questa è una realtà, perché mi pesa avere genitori più su di età del normale, paura di perderli, e soprattutto perché, pur con difficoltà, e ne ho avute, ero felice. Ero serena ed è difficile digerire da quanto non lo sono più.
In questo caso mi chiedo se il detto lontano dagli occhi lontano dal cuore, abbia senso. I momenti in cui sto meglio recentemente sono quelli costruiti intorno a nuove routine, quelli in cui sto peggio sono quelli che mi costringono a paragoni con gli anni passati, in termini di salute, di socialità, di svago.
Stare fuori oggi mi avrà fatto bene da un lato, ma mi ha riempita di malinconia. Così come aiutare mia madre nei mestieri in quella parte di casa così legata agli anni della mia infanzia.
Le emozioni mi travolgono senza che ne ricavi nulla di buono.
E allora pensiamo questo: voglio stare bene, stare all'aria e al sole facendo movimento serve. Magari l'impatto è stato negativo dal punto di vista emotivo, ma aiuterà nel complesso. Se voglio stare bene, immagino questa sia la strada. E se proprio, poi posso fare come ho fatto questa mattina, dalle 10 alle 11 ho guardato alla tv programmi su delitti, un qualcosa di nuovo che mi aiuta.
La strada sarà tutta così per ora, passi avanti e aggiustamenti. E quando le emozioni diventano troppe, e qualcosa ho fatto, posso trovare riparo in una confort zone.

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