Non riesco nemmeno a dire quanto sto male. Il dolore che provo si insinua sotto pelle, intossica ogni cellula, mi rende nemica la mia stessa casa, quella casa che mi ha regalato tanti ricordi piacevoli e un rifugio sicuro dal mondo che mi è sempre sembrato ostile. La parola chiave è sempre una: DISAGIO. Per questo scrivo, per questo ho sempre riempito pagine e pagine di diario, per buttar fuori questo disagio, per espellere del tossico. Non riesco nemmeno a respirare bene, quasi non mi potessi permettere il lusso di un bel respiro. Provo disagio, enorme disagio che diventa dolore. Ho perso tante persone care negli anni, il dolore per il lutto è un dolore enorme. Quello che provo ora è un dolore che è più un impiastro, qualcosa che non so nemmeno bene da che parte incasellare.
E soprattutto sono cosciente che è un dolore che non è solo mio. Avverto il dispiacere di mio papà di non essere nella sua terra al mare, vicino a suo fratello, sebbene anche là molti della loro generazione non ci siano più. Avverto il dispiacere di mia madre per il fatto che per tutta la vita ha seguito mio zio per poi finire così. Credo nemmeno mio zio sia felice per come si è cacciato. Conoscendolo sarà quasi impossibile per lui fare marcia indietro. Ma in questa situazione ci si è messo da solo, anno dopo anno, problema dopo problema, decennio dopo decennio, problema dopo problema, senza mai ascoltare chi gli diceva dove sbagliava.
Sono stata bene con la nonna qui da piccola, ma già da piccola sono stata intrisa nei problemi degli altri. (leggi mio zio), non è un mistero che ad un certo punto io abbia cominciato a chiedermi come sarebbe stato se fossimo stati solo noi 3 (io e i miei). Ora sta succedendo, ma si porta dietro la conseguenza di tutte le altre scelte fatte, ed è doloroso. Per tutti.
Fa così male perché ha portato alla luce tutto quello che si sarebbe potuto essere. Non so quanto vivranno i miei, sono pensieri che anche detti così mi fanno piangere, spero però che possano essere sereni.
Davvero, ho la sensazione che questo forte dolore che provo sia il frutto di un'instabilità di fondo che porterà ad una nuova realtà. Fa paura.
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