Sono andata ormai. Se c'era qualcosa che mi separava dalla depressione, temo sia svanita.
Viaggio per casa con un disagio che mi logora tutti i nervi. Sto male.
Sto male in casa mia. E fuori non è meglio.
Ieri una mia amica mi ha detto che aspetta il suo secondo bimbo. Quando ho letto il messaggio sono scoppiata in lacrime e non di gioia. Mi sono resa conto che quello che sto vivendo ora con mio zio è solo un simbolo: la fine di un'era. Sto così male perché è dire finalmente addio ad un'epoca che in realtà non esiste più da tantissimo. Ho paura che mio zio chiuda le porte a mia mamma verso il resto della nostra famiglia (altri zii, cognate etc), cosa che non ha nessun senso a ben vedere visto come stanno le cose in realtà. Ma è così che sto. E forse qui emerge anche il mio bisogno patologico di tenere tutto sotto controllo, cosa che non è possibile. Ho paura, e questa litigata sembra aver evidenziato ancora di più il livello di solitudine a cui sembro destinata. Il punto è che sono estremamente coinvolta in queste relazioni famigliari. Mio zio è sempre stato un problema anche per mia nonna, mia madre ha preso il suo posto e io mi sono trovata giocoforza tra relazioni che mi hanno invasa. Non è un caso che molto spesso, anche al mare, io abbia immaginato la mia famiglia senza extra, solo io mia mamma e mio padre. Ma un conto è se fosse successo in modo sereno, un conto traumatico come è stato.
Così eccomi qui, ora, sola. Incapace di trovare nuovi legami, mentre perdo tutti quelli vecchi.
Non è nemmeno un caso che ieri io non sia riuscita a scrivere. Non riesco a gestire tutte le emozioni che provo. E ancora sento sommarsi alle mie quelle che ipotizzo provino i miei e pure mio zio.
E siamo sempre alle solite, continuo a vivere emozioni non mie, continuo ad essere esposta a storie non mie. Forse qualcuno meno empatico, meno sensibile ne uscirebbe più o meno bene. Io ne esco distrutta. 14 maggio 2020... quasi 36 anni, spaventata come non so che, sola, impaurita.
Cerco rifugio nella seconda metà del pomeriggio, e sera davanti a qualche programma tv. Ma non riesco a fare niente. Mi sento contratta, mi sento incapace di rilassare anche solo mezzo muscolo, come se non volessi occupare un centimetro cubo in più, come se volessi stare protetta, camminare sulle uova in casa mia.
Disagio nell'aria… disagio dentro.
passerà un' altra sera, passerà un altro giorno. (perderò un'altra sera, perderò un altro giorno?)
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