mercoledì 27 maggio 2020

andare oltre...

andare oltre, guardare avanti, girare pagina… si è invasi da titoli dal genere. Letteralmente invasi. Io non riesco.
Sembra macabro, ma mi sto concentrando su ogni fatto di cronaca nera che sento nel tentativo di ridimensionare la portata della litigata in casa mia, ma non ci riesco. Sono passate 3 settimane, e da 3 settimane sono una pezza per piedi che passa dalle crisi d'ansia alle crisi di pianto. Dicono che comunque alla fine ci si abitua. Io non lo so. Ho paura che anche ammesso si riesca a ricreare un nuovo equilibrio, sarà fragilissimo e insufficiente. Questa mattina mia mamma è andata da una vicina per fare insieme un paio di cuciture, un fatto banalissimo che però mi rende felice per lei, perché ha la possibilità di svagarsi un attimo. Io invece sono qui in sala e non riesco nemmeno ad ascoltare la musica perché sento il bisogno di non rilassarmi, che ogni senso resti in tensione, sull'attenti.
La mia vita è inadeguata sotto ogni punto di vista, guardo con invidia e dolore ad ogni nucleo famigliare della mia via. Domani devo andare con i miei per la dichiarazione dei redditi e tremo. Non sono capace di affrontare il mondo, la vita. Sento solo dolore che mi scorre nelle vene. Troppi sbagli miei, troppi degli altri. troppa paura.
e scrivo, anche se meno del solito, nella speranza di buttar fuori questo dolore, questo tossico. Poi mi guardo intorno, penso a quello che è successo, penso che domani devo andare per i redditi, incontrare gente… e sto di nuovo male. Uscire di casa, paura per quello che posso trovare al rientro e sto di nuovo peggio.
Fortuna che pur nel mio perenne stare male da 20 anni, picchi del genere non sono successi spesso, non si può reggere a lungo un dolore così.

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