sabato 9 maggio 2020

Ieri sono uscita un'ora e mezza per un paio di commissioni, nessuna passeggiata solo per il gusto di, il paese mi ha restituito un'atmosfera molto strana, come se per qualche istante ci fosse un senso di normalità seguito dall'angoscia del rendersi di nuovo conto di quello che stiamo attraversando. E chissà per quanto durerà ancora…
Purtroppo ho avuto di nuovo un problema di panico e la gestione dell'attacco con la mascherina resta sempre complicato; è un vero casino là fuori. E per me è un problema nel problema nel problema, perché ho bisogno di vedere il mondo fuori, visto che quello in casa mi sta stritolando. Non è più successo nulla da martedì. Mio zio continua a stare per i fatti suoi, e qui in casa ci siamo solo in 3, so che devo respirare, accettare la cosa, e capire che posso andare avanti, ma in verità sono di nuovo testa ai massimi, oramai il mal di stomaco è tornato fisso e non riesco a vedere come sia possibile andare avanti lo stesso. Vorrei solo dormire sempre, per non pensare, per non affrontare il presente e la realtà. Una realtà vuota, che ora si carica di un ulteriore aspetto negativo. Mia mamma oggi ha ripetuto che preferirebbe che io non andassi al mare a giugno, ora, a parte che non si sa ancora come saranno le regole per gli spostamenti, questo suo desiderio mi spezza le gambe. Perché io invece ne ho davvero bisogno. Ho bisogno di allontanarmi da qui, non che le cose si risolvano altrove, semplicemente vivrei meno tensione e forse starei un po' meno male. Ma sta succedendo quello che temevo da un po': probabilmente ognuno di noi 3 (io, mamma papà) avrebbe bisogno di una situazione diversa dagli altri 2 per stare bene davvero.
Come l'altro giorno stavo guardando fuori dalla finestra, come l'altro giorno so con certezza che tutte le persone che vedo hanno avuto discussioni anche pesanti all'interno della loro famiglia, ma in qualche modo sono andati avanti, e hanno creato a loro volta una nuova famiglia con cui vivere. A me sta crollando addosso quel poco che avevo, mentre non ho un lavoro, non ho un'entrata economica, non ho relazioni. Continuo a perdere pezzi, per cui… da dove dovrei prendere la forza per andare avanti?
La mia famiglia ha sempre preteso molto da me, per vari motivi, fin da quando ero bambina. Il conto continua ad essere salato, perché io non ho ancora imparato a difendermi, a porre limiti di invasione nella mia sfera emotiva. Forse prima o poi ci riuscirò. Forse no.
Non posso dire che speravo in qualcosa di diverso perché speravo in TUTTO diverso.

1 commento:

  1. oggi il piano è uno solo: rimbambirmi di telefilm per non pensare. Mi pentirò presto di tutto questo tempo perso, ma non riesco a gestire le emozioni. Vorrei solo non pensare più… Alla fine mi sembra di cominciare a capire come mai alcuni si perdano con sostante che rendono tutto lontano e meno doloroso. Il mio cervello ha bisogno di una pausa.

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