venerdì 10 luglio 2020

A volte ho l'impressione di non esistere come persona indipendente. Esisto solo in funzione di risposta a input esterni. Questa mattina ad esempio mio padre ha avuto l'ennesima sfuriata, niente di esagerato intendiamoci, rispetto ai suoi standard, ma rispetto ai miei nervi è stato ancora troppo. Così i pensieri hanno preso a correre, e mi è sembrata una vita che io esisto solo in mezzo al caos dei miei, di mio zio. Io esisto solo in risposta a loro. Sarà un'esagerazione, non so… ovviamente pensieri così generano emozioni distorte. Di dolore, solitudine e tanta rabbia. Ho sicuramente sbagliato io a renderlo possibile, ma ero troppo giovane quando ho cominciato a stare male per riuscire a mantenere una sana distanza, e del resto non avrei nemmeno pensato ce ne fosse bisogno all'inizio. Dopo, be', dopo era tardi.
Questa mattina mi si è bloccato il cellulare, schermo nero, zero risposta ai pulsanti. Poi ho tolto la batteria e ha ripreso a funzionare, ma è un po' vecchiotto per un cellulare, l'ho dal 2015 e non era sicuramente l'ultimo uscito all'epoca. Fortunatamente ha ripreso a funzionare, non avrei avuto soldi per uno nuovo, nemmeno per una cover e non è un I-phone. Avrei dovuto chiederli ai miei, a mio padre nello specifico, che più passano i mesi, più assume una visione tutta sua della sfera economica. Anche in questo esisto solo in risposta sua.
Probabilmente il fallimento dei libri che ho scritto è davvero rilevante in questo gioco di esistere, perché quella era davvero una mia voce, ed è finita nel nulla. E allora… e allora non so a cosa aggrapparmi. O non sento niente o sono disperata e ho paura.
E come da copione, le persone a cui tengo di più, sono quelle che mi hanno fatto più male.
Siamo già al 10 di luglio. L'estate volerà in un lampo, e continuerà a non cambiare niente.

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