Vent'anni fa stavo vivendo un'estate un po' particolare. Non ricordo moltissimi particolari, ma alcuni flash sì. Era l'estate prima del mio primo attacco di panico, e ricordo che in alcuni frangenti le cose cominciavano ad essere complicate. Ad esempio ricordo che ogni tanto mi spuntava la nausea, anticipo dei mesi a seguire. Ricordo che non ero molto serena in alcuni contesti, ma in altri me la spassavo alla grande. Chissà come mi sarei comportata se avessi saputo che sarebbe stato il mio ultimo periodo sano…
Sono passati 20 anni, non ho concluso nulla e ovunque si posi lo sguardo in questi ultimi 20 anni, trovo fatica, malessere, e nuove cose perse. Sono passati 20 anni e non c'è più nulla di quella ragazzina, in parte è ovvio, avevo 16 anni, cambiano tutti in 20 anni, in parte c'è il dolore per la scomparsa di ogni 'cosa' che fa di una persona una persona e non un vegetale.
Ieri sono rimasta dalle 15 alle 20 avanti alla tv, isolata dal mondo davanti a vecchie puntate di Bake off Italia-dolci in forno e altre cose varie su Focus. Per un po' sono stata bene, ma è evidente come non si possa pensare di andare avanti così no? Isolata davanti alla tv. Bella vita. E poi anche se lo fosse, non sarebbe mai possibile, ad esempio prima o poi si dovrebbe uscire per qualche commissione. Dio, che discorsi, come se mi fossi arresa. Forse potrebbe anche essere, sto troppo male. Sto un po' meglio solo nel pomeriggio e solo se mi siedo in una poltrona della sala di sopra. Nell'80 per cento della casa cammino in punta di piedi, per paura di sentire e o vedere mio zio.
Prima stavo ascoltando ridere, dei Pinguini Tattici Nucleari. Sono scoppiata a piangere. E' una canzone estiva, serena, sono 20 estati che una dopo l'altra sto sempre peggio. Sono 20 anni che metto via l'idea di un'estate all'insegna della leggerezza e del divertimento, mentre credo sempre meno a che questo sia possibile. E passano gli anni, e io sono incapace di tutto. Passano gli anni e poi rimarrò sola. Tutto è fuori posto, e alla fine che ci farò io qui? Forse ha ragione mio padre: venderò questa casa per un appartamentino altrove. Non so dove e a cosa attaccarmi.
E intanto sono sempre più sola, preoccupata che anche i miei lo siano sempre più. E i giorni vanno avanti. L'unico modo per non sentire dolore, è non sentire niente. E questa è altra vita sprecata.
Tanto per cambiare.
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