lunedì 6 luglio 2020

Ieri ho ripreso in mano il diario di carta. Non ci scrivevo sopra dal 15 febbraio. Prima di tutto, prima della pandemia, prima della litigata in casa, pensavo sarebbe stato difficile fare una sintesi, invece no. Certo, sintesi ai massimi sistemi, ma non è difficile dire che si sta male. Il difficile se mai è dire cosa fare per cambiare.
C'è qui un mio cuginetto ad aiutare mio papà nel tagliare l'erba. Ha 12 anni, ed è entusiasta di fare  cose. Mi ricorda qualcuno… dio che estati che passavo alla sua età. Sensibile ad ogni cosa lo ero già, ma stavo bene, facendo mille cose, per gioco, sul serio.
adesso ho paura persino di stare in casa mia. Siamo già al 6 di luglio, l'estate passerà in un lampo, come tutto del resto. L'unica cosa che, causa forza maggiore-lo stomaco tirato come una corda- sta andando bene, è che non mangio niente fuori pasto. Il tempo passa, veloce, veloce, di corsa, la confusione regna sovrana nella mia testa. Ma non mangio porcherie. Mi mancano circa 1000 calorie al dì di cibo spazzatura. E allora mi chiedo se non sia da cavalcare questa onda. Voglio dire… non riesco a fare nulla, ma posso puntare su quello, cavalcare l'onda e sfruttare questo stato di stress a mio vantaggio (per una volta).
Quello che è successo con mio zio, l'ho detto da subito, ha cambiato di nuovo gli equilibri. O meglio… ha rotto quello che c'era prima. Ma in fondo il bello è che se ne può creare uno nuovo, magari potenzialmente più stabile. Quindi, anche se per il momento mi sembra tutto un casino, posso cercare di mantenere la concentrazione sul peso.
Cioè, sto male, malissimo, ma arrivati a questo punto posso creare un po' quello che voglio.
Spero sempre di poter guadagnare qualcosa dai libri. Ma nel frattempo  credo che mi serva solo UN OBIETTIVO su cui concentrarmi. La vita è fatta di molto altro ma mi serve almeno un solo obiettivo su cui concentrarmi, così da avere la sensazione che questo periodo non passi invano, perché prima che io trovi di nuovo equilibrio passerà un sacco di tempo. Ma mantenendo un minimo di rotta, posso non lasciarmi andare completamente.
ammesso che non sia già troppo tardi. Perché dico così? Perché nel breve tempo che ho scritto queste righe, la mia testa ha iniziato a mandarmi emozioni contrastanti. Prima c'era un po' di allegria, adesso di nuovo solo paura e disagio. Ok, stop. Prenderò due goccine e poi cercherò di fare qualcosa che non sia fissare il tavolo fino all'ora di pranzo.

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