martedì 14 luglio 2020

Ho appena finito mezz'ora di ciclette + lettura, di questi per almeno 15 minuti sono riuscita a concentrarmi sul libro. Sembrano quantità ridicole rispetto ai miei standard pre-primavera, ma non per ora.
Sto pensando a come trascorro le giornate in questo periodo: uno schiaffo in faccia a chi lotta con le unghie e con i denti. Dormo più che posso, e tutto il pomeriggio lo passo in poltrona davanti alla tv. Alla mattina (non) svolgo qualche impegno sul pc, come ricerche o balle varie. Capisco che sto facendo una cazzata, voglio dire, ogni tanto ho un barlume di buon senso, ma non riesco a cambiare davvero. Stavo già una merda prima, ma adesso… e questo mi provoca rabbia, perché siamo esattamente al punto di partenza: con me che ancora paga il comportamento di mio zio e mio padre, il loro egoismo. Come quando tutto è cominciato, più di 20 anni fa. Con me spaventata da loro, con me preoccupata. Con la mia vita schiacciata dalla loro. Ne sono stanca, eh, sempre più. Speravo che queste emozioni si sarebbero trasformate in una esasperazione positiva, che mi avrebbe spinta verso qualcosa di buono, e invece no. Loro vanno avanti, teste di caz**o come sempre, e io sono bloccata dalla paura. Dopo 20 anni di panico, con un finale di depressione, chissà questi mesi che conseguenze avranno sulla mia vita. Chissà che vita resterà. La vedo proprio brutta. E vai di ansiolitici.

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