venerdì 17 luglio 2020

calabroni in testa...

Oggi avevo 2 impegni, andare nei soli due luoghi dove, ormai, vado: farmacia e posta. Quando mi sono svegliata, solo l'idea mi ha fatto stare male. Mi sono alzata e la testa ha cominciato ad assumere le fattezze di un nido di calabroni: all'idea delle poche cose che avrei dovuto fare, mi sentivo come con dei calabroni in testa, un'enorme confusione, come se non sapessi come fare, come se queste semplici (per gli altri) commissioni, fossero talmente incasinate da non capire letteralmente come gestirle. Ho pianto, tanto, perché questi sono tutti passi indietro, e non fa nulla nemmeno che non avessi sintomi specifici (nausea, vertigini…), di fronte ad una confusione di tale portata, ero spiazzata. Ho passato 40 minuti seduta sul letto senza capire cosa fare, poi ho diviso tutto in azioni più piccole: cambiati, vestiti… e ho deciso di fare solo la commissione più urgente, la farmacia. Dopo altri 20 minuti sono entrata in auto, ma mi sembrava di essere in un mondo parallelo. Ho pianto per tutto il tragitto. Schiacciata dall'impresa e dalla paura di essere nuovamente a questo punto. Il ritorno è andato meglio, a parte il mal di testa che mi porto dietro ancora adesso (10 ore dopo). Fuori nel mondo, negli atteggiamenti si sente ancora il covid, ma dentro di me in questo periodo è solo una delle componenti di questo malessere. Negli ultimi giorni il problema più grande per me sono i soldi, ho 40 euro nel portafogli, 11 sul conto. Mi sento una fallita, mi sento solo una fallita, non riesco a gestire le conseguenze di 20 anni di malattia. Non riesco. Soprattutto quando penso che se io riuscissi, o avessi soldi, potrei tamponare altre dinamiche in famiglia rendendo tutto più facile. Questo aspetto economico, mia madre che conferma di essere invecchiata quasi di colpo, il tempo che passa, la paura del virus, i rapporti in casa… per me è troppo.
Troppo.

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