stavo per scrivere che stavo combattendo con l'ennesimo momento depressione del periodo, ma in realtà non sto proprio combattendo per niente, anzi… solo che non sopporto più nemmeno la tv a questo punto. La differenza tra qui e il mare è proprio questa: là anche se con sforzi sovraumani riuscivo ogni tanto ad uscire per un giro fine a se stesso, qui no. Siamo arrivati all'assurdo, cioè al fatto che ogni tanto un rumore mi ricorda che esiste qualcosa fuori da questa stanza. Questa mattina pensavo ad una cosa, ripensavo ad alcuni libri che ho letto, ripensavo ad alcune testimonianze e sono arrivata ad una mia (personalissima quindi opinabilissima) conclusione: uscire dalla depressione e dal dap può essere solo una questione di caso. I farmaci (quali?) non funzionano per tutti, la psicoterapia men che meno. Avere un hobby può aiutare ma nel mio caso la lettura, anche se adesso non riesco più a portare avanti nemmeno quella, non mi fa particolarmente bene. Idem con hobby nei quali si investe troppo perché si vorrebbe avessero un risvolto diverso ma che poi fanno restare delusissimi, tipo per me la scrittura. Sono completamente allo sbando. Dal primo attacco di panico quante cose sono andate storte, tante, troppe. E quante false partenze… mamma mia quante false partenze.
E quanta paura. Per me, ma anche di mio padre, di mio zio, di mia madre… paura del tempo che passa, di quello che non passerà più. Paura di non ritrovare mai più un equilibrio. Paura di quel dolore che toglie il fiato. E se chiudo gli occhi, non vedo una via d'uscita, se chiudo gli occhi non vedo più niente.
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