La preparazione è iniziata ieri sera: a dormire ad un'ora decente per svegliarmi 'presto', dopo cena nessun cibo extra per evitare di avere la pancia per aria. Perché? Perché questa mattina dovevo andare almeno in farmacia per un po' di medicine. Mi sono alzata, mi sono vestita già per uscire, per quanto mi riguarda l'abbigliamento casalingo-che tanti non usano nemmeno- deve essere bandito se devo uscire, perché devo avere meno cose possibili da fare che mi rallentano una volta deciso che si va; ho fatto colazione ed ero agitatissima, preparato mascherina, gel, ricette mediche… alla fine verso le 10.30 sono riuscita a muovermi. Arrivata davanti alla farmacia ho visto tutti i parcheggi occupati e l'ho preso come un segno, dovevo andare anche al supermercato per mille detersivi, così mi sono detta ok, andiamo. Andiamo e semaforo rosso, in una posizione bloccata tra la corsia di senso opposto e un'altra deviazione. Già lì il panico ha cominciato a montare, mi sono distrutta le mani a furia di sfregarmele per l'ansia e poi partita. Un paio di minuti ed eccomi al parcheggio del supermercato. Mascherina apposto, una passata abbondante di gel e sono uscita. Tutto sommato mi sembrava di stare anche relativamente bene. Ho percorso i 3/4 del super in modo ok e poi tutto d'un colpo panico: mi sembrava di non riuscire nemmeno a respirare e cuore a mille. Fortunatamente non avevo nessuno davanti alla cassa, ho fatto più in fretta che ho potuto, e qualche minuto dopo ero in auto, vicino non avevo nessuna altra auto, mi sono messa lì un po' cercando di calmarmi, ma niente da fare, fiato corto, battito alle stelle, ho recuperato dal fondo della borsa il saturimetro, e via con le prove. Era tutto ok, battito a mille a parte, ma in fondo ora è così: il panico mi prende a livello di respiro, prevedibile in fondo… dopo qualche minuto ho tentato di partire, ma stavo troppo male e ho aspettato ancora altri minuti, seduta, con il finestrino abbassato. Dopo più di 10 minuti avevo recuperato quanto basta per ripartire, arrivata davanti alla farmacia trovati due posti, ho parcheggiato, sono entrata e circa un quarto d'ora dopo sono arrivata tremante a casa, ed era mezzogiorno passato. Sì, tra una pausa e l'altra ci ho messo una vita, ma è lo stato in cui ero, anche una volta a casa, anche adesso, a spaventarmi. In mezzo alla seconda corsia del supermercato, ho pensato alla situazione con mio zio, alla salute mentale di mia mamma, al covid, a mio padre che da di matto… mi sono sentita sopraffatta. Forse per questo è partito l'attacco di panico, ma è tutto a doppia lettura, perché proprio la mia salute rende le dinamiche famigliari così difficili per me.
Così mentre dai proclami del governo si parlava di dare un occhio al lavoro delle categorie più fragili, giovani e donne, io, sentendomi tagliata fuori da ogni prospettiva essendo senza competenze, mi sono rintanata nella mia poltrona davanti alla televendita di quadri, con il mio aperitivo della casa di ansiolitici e rischiando di addormentarmi da tanto che ero stremata. E anche adesso, solo scriverne, mi ha fatto ripiombare in un attacco di panico, per cui alla svelta passo e chiudo.
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