giovedì 25 febbraio 2021

E ci risiamo, anche oggi mi sento schiacciata come dentro una pressa tra mio padre, mio zio e mia madre per i soliti motivi del cazzo. Oggi lo stomaco non è come un fusillo, è più come una mentos: un buco con lo stomaco intorno. Che disastro, che paura. Stavo lavando i piatti mentre mio padre si inalberava di nuovo nelle sue stronzate, ho provato un'onda di rabbia e paura che pensavo di rompere il piatto che avevo in mano; in ogni caso o trovo un modo per gestire (magari sfruttare) queste emozioni, o mi faranno implodere. Nel frattempo mi rendo conto di quanto sia patetico e inconcludente pensare a imparare a cucire/lavorare ai ferri per guadagnare qualcosa. Tutta fuffa, nulla di concreto e non ce la farò mai. Vedo sempre meno futuro e non so come uscirne. Saranno tempi in cui serve inventarsi una strada, una strategia, un lavoro... ma io non so proprio cosa inventarmi tra un pianto e un bicchiere di ansiolitici. Poi sarà quel che sarà, ma nel frattempo che disastro. Non so come uscirne, non so cosa fare, non so su chi contare. Che degenerazione in un anno... in confronto il 2019 è stato un paradiso. L'unica 'consolazione', se così si può dire è la consapevolezza che non posso reggere così troppo per le lunghe. Magari una mattina mi sveglierò e me ne sbatterò le balle di tutto. Nel frattempo a volte mi ritrovo a pensare/sperare che mio zio torni con la cosa tra le gambe per altri casini, ma è bruttissimo in realtà non deve andare così. Deve stare bene, dobbiamo stare bene tutti. Sarà possibile prima o poi? Sono esausta... pensavo però che se riuscirà a calmarsi sta merda di pandemia, forse quello che sto vivendo in casa sarà lo stimolo per uscire fuori più spesso e allontanarmi dai personaggi che ho intorno. 

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