Per fortuna che un po' di tempo fa avevo detto di stare un filo meglio. Per fortuna… sono disperata. Mi sveglio la mattina con la preoccupazione di sentire mio padre dare di matto e dopo essere scesa dal letto mi infilo del cotone nelle orecchie per sentire il meno possibile. Poi fondamentalmente scappo, isolandomi in qualche angolo di casa dove cerco di stare fuori da tutto. Ho una paura che mi divora. Mi inebetisco davanti alla tv e basta. Durante il giorno non faccio niente, sempre tirata come una corda di violino e in fuga. Cellulare di nuovo spento, paura degli altri che galoppa e la solitudine di aver perso quel punto fermo che è la lucida compagnia di mia madre. Ora passiamo anche del tempo insieme, le faccio fare degli esercizi apposta per gli anziani, ma è tutto diverso. Per questo non riesco a dirle come sto, sarebbe troppo per lei. C'è una simmetria assurda con quando tutto è cominciato. Nemmeno allora potevo dirle come stavo, perché non avrebbe capito, non ha capito. Adesso, al di là di quello che prova anche lei per la situazione in casa, come posso spiegarle questa paura che mi divora dall'interno? Non la capirebbe e se lo facesse, in questa sua nuova versione, la distruggerebbe.
Tutto si fa più complicato, il presente, il futuro da sola, l'idea di quello che potrebbe essere. La consapevolezza sempre più forte che non solo ho sempre più paura degli altri ora, ma che tutto questo ha ormai minato seriamente la possibilità che io riesca a legarmi a qualcuno. Futuro… non so cosa voglio e posso fare in futuro. Così mi aggrappo a scadenze, tipo l'inizio delle olimpiadi, qualcosa da seguire in tv, che mi distragga, che faccia passare tempo… non tanto verso risposte, ma almeno verso l'illusione che un giorno dopo l'altro verso scivolando tra date ben precise di eventi, io possa stare meglio. Anche solo di un po'. Per affrontare meglio la realtà, o anche solo per stare meglio e basta.
… è che fa schifo non avere niente e stare male anche in casa. Se penso a tutti gli anni passati c'è sempre stata una costante: io stavo di merda fuori (perché il dato di partenza è questo: stare male ogni singola volta che uscivo di casa, ogni volta, OGNI VOLTA per 20 anni, roba che basta a buttarsi di sotto), ma almeno in casa stavo bene cazzo. Almeno in casa rifiatavo. Adesso non ho più niente, solo paura e sentirsi male. Ad un certo punto credo sia normale che il cervello perda ogni barlume di normalità.
e così aspetto le olimpiadi.
Nessun commento:
Posta un commento