Se penso a tutti gli anni di panico che ho passato, alla solitudine, ai pensieri che si arrotolavano su se stessi, mi rendo conto che spesso una cosa mi levava da quel pensare negativo per ridarmi la percezione di me stessa, della mia essenza, di ciò che ero: darmi piacere.
Non ho mai capito come funzionasse davvero, ma nella masturbazione trovavo ogni volta una sorta di pausa dal casino che avevo in testa, assecondare l'istinto, il desiderio, il piacere, mi ridava, almeno per qualche minuto, l'equilibrio, la riscoperta del centro del mio essere. Sì, sembrano parole grosse, ma era la verità. Per anni, quelli peggiori, quei momenti erano gli unici barlumi positivi di giornate assurde.
Da quando prendo il farmaco nuovo, cioè un mesetto, il desiderio è calato drasticamente, mentre diventa assai più complicato raggiungere la meta dell'orgasmo le poche volte che mi ci lancio. Se prima mi capitava anche un paio di volte al giorno, adesso in un mese mi ci sono dedicata solo 4 volte. Tra l'altro uno dei possibili effetti collaterali di questo farmaco è avere orgasmi anormali, non so bene che cosa si intenda, quello che so è che la prima volta che mi sono masturbata dopo l'inizio della cura, dopo essere venuta credevo mi sarebbe venuto un infarto, ogni terminazione nervosa era esageratamente ricettiva, e alla fine mi sono sentita spossata in un modo tutt'altro che piacevole. Be', sopravvivrò a questa dieta di orgasmi, ma so quanto sia stato importante questo aspetto per me negli anni.
E credo tornerà ad esserlo ancora.
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