Sebbene l'aria sia ancora freschetta, c'è qualcosa che rende chiaro che la primavera è nel suo clou: i profumi della natura e le sfumature della luce nel pomeriggio. E a me piace. Più che l'estate, perché la primavera, maggio in particolare, è la promessa di quello che sarà in estate, è l'attesa, la dolce aspettativa di qualcosa.
Oggi verso le 16 sapevo di dover uscire per andare a prendere mia madre, alle 14.45 stavo già male. Tanto per cambiare, in effetti sono giorni che sto sempre male, per cui diciamo che alle 14.45 si è amplificato un malessere che sto provando da sabato sera quasi no stop. Guardavo fuori dalla finestra, una mia vicina annaffiava le piante e giocava con il cane, un altro aspettava un ragazzo per qualcosa di importante a giudicare dai portadocumenti che aveva con sé il ragazzo. Gente che andava e veniva sulle strade. Io bloccata qui. E allora il profumo di primavera, la promessa di qualcosa di bello, sfugge dalle dita come sabbia.
Forse la prossima primavera...
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