Questa mattina sono uscita con mia mamma… che angoscia. A parte che, di nuovo con tutti gli orari cambiati, abbiamo fatto 1/3 di ciò che avremmo dovuto... Angoscia per la situazione del virus, angoscia per la situazione personale. Ero in giro con mia madre, e la vedevo sempre più confusa. Ero angosciata per la paura di quello che avrei potuto trovare rientrando in casa. Siamo al 20 di maggio, se le regioni riaprono, forse tra 17 gg vado al mare, ma con che spirito? Terrorizzata dal virus, preoccupata per lasciare qui mia madre da sola, e preoccupata da ciò che potrei trovare una volta rientrata.
In mezzo a tutto questo è ancora mia madre che tenta di darmi coraggio, facendomi riflettere sull'importanza di non fossilizzarmi sulle cose che mi fanno male, ma cercando di vedere il lato positivo. Dovrei sì, ma non ci riesco. 3/4 di casa mi fanno paura, mio zio mi spaventa, il mondo fuori mi spaventa, e invidio un casino quasi tutti i miei vicini, con le loro famiglie più 'normali'. Ieri sera ho avuto ancora un forte crollo emotivo. MA forte davvero. Il fatto è che nn so dove andare a sbattere la testa. Ieri mentre guardavo fuori, sentivo quanto sarebbe importante avere un impegno fuori casa. Fuori casa, che posso fare a 36 anni senza esperienza né titoli di studio?
Non è che per caso a qualcuno serva qualcuno da studiare dal punto di vista psicologico? Chiedo, così per dire…
Altra cosa che la psicologa mi ha sempre detto: anche senza una esigenza economica, un lavoro è una componente importantissima per una persona, aiuta a sentirsi realizzati. E nel mio caso forse aiuterebbe anche per frequentare qualcuno.
E' innegabile che nella mia vita/famiglia si è aperta una nuova fase. Fase che per ora mi fa male, mi fa paura. Ma alla quale spero di potermi abituare, per smettere di stare così male e arrivare magari da qualche parte.
Ho paura. E' una fase di cambiamento, per definizione traballante. Spero non rischiamo di finire tutti con il cuore a pezzi.
Il mio cervello gira a vuoto, sempre sugli stessi input. Traballo.
E ancora mi auguro tutto possa passare, prima o poi, più prima che poi.
comunque questo periodo sta dimostrando una cosa: tutto è davvero relativo. In confronto ad ora, persino la a-normalità dell'anno scorso tra i suoi mille attacchi di panico, era più confortante. Quasi tutti gli ultimi anni in realtà sono stati molto meglio.
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