Durante il mese di novembre devo svuotare la mia stanza per farla pulire. Dal momento che non ho stanze/armadi vuoti, tocca giocare ad un sorta di incastro stile tetris con le cose, spostando e guardando in fondo ad ogni armadio disseminato per casa. Così oggi sono incappata in una pila di appunti e dispense dei primi esami del primo anno di università. Quelli fatti e fatti bene, in uno dei rari periodi in cui credevo davvero nel mio futuro. maggio-giugno 2004. Quando ci credevo, prima che l'estate mi piombasse addosso costringendomi a prendere un antidepressivo che mi avrebbe fatta ingrassare settimana dopo settimana. Un periodo in cui, sebbene a fatica, avevo la sensazione di potercela fare, a diventare adulta, a vivere.
Poi altri libri, e pantaloni sempre più larghi.
I simboli di tanti fallimenti. 14 anni di fallimenti. Sono tanti da reggere. Sembra assurdo anche solo sopportare l'idea in astratto.
Tra gli altri libri è uscito un promemoria della biblioteca per una scadenza 05/04/2006, quando la biblioteca cominciava ad offrire il servizio di rinnovo on-line. Sa il cielo quante volte mi ha aiutata (anche se con il senno di poi credo sia stato un male) perché non avrei mai avuto la forza di andare in paese per farlo di persona. 5 minuti in auto, 25 a piedi. Non avevo la forza di affrontare l'uscita.
Ho avuto questi momenti come il maggio 2004 di speranza, di una possibilità… ma poi cosa cambiava? Io non lo so. Ma so come stavo.
E so quante cose ho fallito.
E allora non posso fare a meno di chiedermi se avrò la forza per cambiare e se i miei genitori avranno la possibilità di vedermi un po' più serena, realizzata. Mi chiedo se ne avranno il tempo…
e spero tanto di sì. Per me, per loro…
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