martedì 13 novembre 2018

Oggi ennesima uscita per mia madre tra le 14 e le 15.30. Sul come sia andata preferisco glissare perché a distanza di 4 ore sto ancora uno schifo. Piuttosto vorrei fare un pensiero sulla fatica che mi sta comportando svuotare la mia stanza. Certo, immagino che fatto così sia il modo peggiore, perché continuando a starci si fa un balletto infinito per spostare le cose ma cercando di preservare fino all'ultimo la possibilità di dormirci. Ma non è quello il punto. Il punto è che più vado avanti nello smistare roba, più vedo in questa stanza il simbolo della mia vita. Una vita che non è mai divenuta una vita da adulta, che si è sempre barricata dietro storie e favole di libri e dvd (perché non avendo la mia vera non mi restava che la fantasia), che della questione economica ha sempre visto una causa persa, nel senso che ritendendomi inadeguata a grandi traguardi non ho mai valutato cosa potessi fare "in futuro" con il poco che avevo, ma anche perché davvero levarmi quel poco in termini di svago (Libri dvd…) a fronte dei miei coetanei che andavano tra week.end fuori, vacanze, concerti, cinema… mi avrebbe spiantata, ma a furia di un "poco" dopo l'altro ho speso una cifra davvero ragguardevole. Così non ho soldi, ho la casa invasa, non capisco come ridistribuire le pile di libri… e basta questo per farmi andare in confusione.
Libri, film e cibo erano l'unica cosa che avessi in certi periodi. E come sempre in questi casi, è evidente che io ne abbia abusato. Oggi mi trovo a fare i conti con un ambiente che dice tutto quello che sono stata fino ad ora e difficilmente mi sono sentita così a disagio in casa mia per cose che riguardavano me. Però è così, non riesco a trovare una mia dimensione, tanto è vero che sarei uscita una seconda volta un'ora fa solo per levarmi da qui, poi è venuto tardi e ho desistito; non riesco a leggere perché mi sento come in mezzo ad un tornado: non riesco a trovare la tranquillità per farlo, mi sento in colpa e cose così..
Mi rendo conto che è assurdo detto così, ma svuotare la mia camera di tutto è una luce sul fatto che la mia vita in realtà è completamente vuota.

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