mercoledì 21 novembre 2018

Mi stanno venendo sotto mano robe di qualsiasi anno. Dalle medie alle superiori e università, biglietti, foto, cianfrusaglie varie comprate per rendere la stanza più carina. Ogni cosa si porta dietro un ricordo. Fosse anche solo per il vuoto a cui mi rimanda. Quando mi è capitata in mano la foto della prima liceo è stato come un pugno in pancia. Un dolore indicibile. Un disagio, una solitudine… tutto è partito da lì… eppure quanti errori devono essere stati fatti se 20 anni dopo, di cui 18 con il panico, io mi ritrovo qui, chiusa in una stanza per non farmi vedere dal tizio che ha imbiancato casa, come ieri mattina, o in preda al panico accompagnando mia madre come ieri pomeriggio, frustrata vedendo, sempre ieri, una ragazza che so avere all'incirca la mia età, destreggiarsi tra l'auto che non partiva e i due bimbi appena presi all'asilo, frustrata oggi di fronte ad un mal di schiena che unito al resto, mi rende quasi impossibile anche il minimo movimento di pulizia.
Quanti errori tra quella foto e oggi?
Compravo strani portacandele che avrebbero dovuto proiettare sul muro delle sagome di cuori luminose, mai funzionato, ma quanto tempo sognando io sul divano abbracciata con qualcuno, circondata da cuori luminosi…
Ho trovato vari contenitori in cui immaginavo di mettere i soldi sfusi, divisi per taglio. Come se fossi riuscita a farmi mai avanzare qualcosa. Come se ne guadagnassi talmente tanti da poterli dividere un po' qua e un po' là…
e allora mi chiedo quali errori tra quella foto e oggi, ma soprattutto conviene chiedersi, quali possibilità tra l'oggi e il domani.

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