E dopo 5 notti, eccomi rientrata nel letto della mia stanza. La mia stanza, che è sempre lei eppure un po' diversa. Dopo la fase 1, svuotare, la fase 2, quella dei lavori veri e propri, ora sono nella fase 3: ovvero, un po' alla volta riportare ciò che deve essere rimesso al suo posto. Ci vorrà un po' di tempo, ma oramai il grosso dovrebbe essere fatto. Io non riesco ancora a credere al terremoto emotivo che mi ha procurato questo impegno. A parte che più che una settimana mi sembra essere passato un mese, sono le emozioni provate che mi lasciano sconvolta: un senso di consapevolezza di tutti i miei fallimenti e della mia solitudine mai provati prima, e più che rimpianti per il passato, è la paura per il futuro a fare la parte del leone in quello che provo. Paura di essere presto ancora più sola di così, paura di perdere quel poco di normalità che mi sembra di avere. Paura… PAURA, di tutto e per me. Non è quel genere di emozione che uno può dire di trasformare in qualcosa di positivo, di propositivo per migliorare, questa è follia che trascina in un buco nero. E la cosa assurda è che al di là della paura, ho la sensazione di non esistere nemmeno. Io sono paura, vuoto, e basta.
E temo anche che tutto questo abbia un nome: depressione.
Da combattere. Di nuovo.
Ma aggrappandosi a cosa non so.
Forse è vero che la morte è un pensiero fisso della depressione, perché non riesco praticamente a pensare ad altro, inteso come paura della morte. Un'angoscia senza limiti…
e comunque anche con tutta la buona volontà, non riesco proprio a vedere quando è cominciata di nuovo questa spirale discendente verso questo stato depressivo, non so davvero da dove sia partito tutto di nuovo.
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