sabato 3 novembre 2018

Pensieri di un sabato pomeriggio…
Ieri è stata una giornata nel complesso positiva: tra le 9.30 e le 11.30 sono uscita con mia madre, nel pomeriggio ho fatto un'ora e mezza di lezione e un'ora e mezza di movimento. Rispetto ai miei standard è stata una giornata relativamente piena. Eppure mi sono ritrovata sia ieri sera che oggi con un senso di amaro in bocca. Perché?
Be', forse perché comunque ieri mattina prima di uscire sono stata parecchio male. Venti minuti di perdita di controllo su più fronti, poi è passato almeno in parte, ma la sensazione di disagio è stata molta. Poi è subentrata la sensazione/consapevolezza che, nonostante la positività del giorno in sé, quello che ho fatto non ha messo nessun mattone per il futuro, ogni cosa ha reso ieri una giornata a se stante, solo autoreferenziale. E questo mi spaventa. Probabilmente sbaglio perché fino a che non sarò in grado di gestire le giornate una per una, sarà impossibile fare piani futuri che abbiano un minimo di senso di realismo, però comunque mi sono sentita così. Inoltre, dulcis in fundo, di nuovo tra mail non lette e telefono spento per una chiamata, mi sento di nuovo braccata dalla tecnologia. Non sono in grado di far fronte ai contatti, per cui anche due al giorno mi sembrano una fatica sovraumana. Se poi una è sul telefono, una via mail, una su Facebook, mi sento davvero sotto assedio. Ma si potrà??? Che depressione… e sono talmente disturbata da questo che non riesco nemmeno a prendermi mezz'ora di lettura. Mi sembra di non meritarmi una pausa relax non avendo fatto nulla e allo stesso tempo non riesco a godermelo perché il pensiero gira su mille preoccupazioni (inutili).
Uff… un passo avanti due indietro e ciao…

1 commento:

  1. Tra le persone che conosco e frequento, nessuna ha questa fobia per i contatti, nessuna. Quindi be', è difficile anche confidarsi in merito a un qualcosa che nemmeno riuscirebbero a capire, vivono tutti con il cellulare attaccato all'orecchio, come potrebbero capire? Come???

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