Molto spesso mi sono ritrovata a pormi una domanda: come può una persona che non ha mai provato le paure totalizzanti del panico riuscire a curarne una che le ha?
Cioè, da una parte mi rendo perfettamente conto che un cardiologo può fare un ottimo lavoro anche senza avere problemi cardiaci, ma quando è con la mente che si ha a che fare ho come l'impressione che alle volte questa non comprensione possa portare a scivoloni pazzeschi.
Una volta ricordo durante una seduta di aver raccontato un episodio che mi era successo: ero riuscita in un supermercato a fare una richiesta alla cassiera, comprare una radio esposta in uno scaffale chiuso a chiave. Serviva quindi che lei si allontanasse dalla cassa, prendesse la radio e ritornasse, rallentando ovviamente la coda. Mi ci erano voluti non so quanti mesi per riuscire a farlo, e la risposta della terapeuta mi aveva fatto rimanere di merda, qualcosa del tipo "Perché? Che ci voleva? Dove stava il problema?"; perché in effetti non ci voleva "niente" ma quel niente mi era rimasto precluso per quasi un anno.
In fondo che ci vuole a mettere un piede davanti all'altro ed uscire di casa? Niente. Eppure…
Intendiamoci, nemmeno una terapia passata a compatirsi avrebbe effetto, ma a volte il gap tra il mio vissuto e la risposta del terapista è stato talmente esagerato da farmi sentire ancora più fuori posto, e nemmeno quello mi sa che aiuta più di tanto.
E così, tra il serio e il faceto non posso fare a meno di chiedermi se in fondo io con la mia esperienza di 18 anni di panico, vissuto 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno, non potrei essere utile in qualche modo in modo serio e professionale, sebbene non convenzionale a causa della mancanza dei titoli di studio. Perché, porca miseria, ho in mente benissimo i passi che portano dal panico ogni tanto ad un'angoscia quotidiana, dall'evitare per dire la metropolitana nell'ora di punta al passeggiare in mezzo ad un prato, dall'evitare una situazione all'evitarle tutte. Vedo quelle svolte che ho mancato perché nessuno mi capiva, e che avrebbero portato probabilmente ad un esito diverso. Ora è difficile per me cambiare, ma potrei fare qualcosa per chi sta seguendo il mio stesso percorso?
e sia ben chiaro, la mia non è superbia o supponenza, solo una riflessione dovuta ai tanti, tantissimi anni di esperienza diretta… sob
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