Ieri è stato il primo pomeriggio dopo non so quanto, passato per 4 ore di fila immersa nella lettura. UN libro intero così era una vita che non lo leggevo. Sì, era avvincente ed è stato facile. Curiosamente però, una volta finito, mi sentivo particolarmente estraniata dalla realtà. Certo, in quanto thriller, se fatto bene non è che potesse rilassare… ma è stato un effetto comunque curioso e fastidioso. Mi sono ritrovata molto triste, molto di più di quanto avevo cominciato a leggere e non era proprio il caso.
Comunque… anche il resto della serata è passato su quel tono, e la sensazione che mi è rimasta appiccicata addosso di tristezza mi ha portata poi a pensare a tutto quello che fa dei miei rapporti sociali una somma zero. Amicizie, amori, flirt..
questa mattina la tristezza era in parte svanita ma ho dovuto rinunciare a metà dei miei impegni della domenica mattina perché stavo malissimo, e per non farmi vedere dai miei, sono uscita di casa lo stesso alla solita ora per poi restare un'ora in auto. Quando poi ne ho parlato con le mie 'colleghe', mi sono sorpresa nell'ammettere che avevo avuto un attacco di panico, che ne stavo avendo molti… per certi versi mi risulta sempre più facile parlarne. Parole… che altro posso fare? Tutto da rifare. Tutto da ricalibrare. Da dove si parte? Sempre la solita domanda.
E dulcis in fundo una bambina oggi mi guarda insieme alle sue amichette e mi dice "Sei cicciona.", per poi passare ancora dieci minuti a guardarmi e ridacchiare. Non è che ha torto, ovviamente, ma sentirlo oggi così mi ha fatto un male assurdo, ero già con le difese abbassate, per cui...
E di nuovo penso che mi servono regole quotidiane a cui appigliarmi, tra una crisi di panico e l'altra, sia mai che magari qualcosa cambia...
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