sabato 16 febbraio 2019

La tensione fortissima che avvertivo ieri si è trasformata questa mattina in un bel mal di stomaco/pancia. Ho due occhiaie da far invidia ad un panda e, tanto per cambiare, sono spaventata. Tra circa 3 ore e mezza ho una lezione e ne farei a meno. Prima, mi è capitato di pensare a quando torneranno i miei, alla guerra fredda che si instaurerà di nuovo in casa e ho avuto l'ennesima fitta. In effetti l'idea di ricominciare con quella paura che si insinua sotto pelle, in ogni pezzo di nervo, che fa tremare e logora i nervi, è un'idea che mi stronca. Sì, certo… come molte altre. Ma se l'idea è quella di rimettermi in sesto, è importante scegliere le battaglie giuste nelle quali far confluire le poche energie che ho. Per questo anche la lezione di oggi mi snerva, perché nello specifico in questo caso è qualcosa che a ben oltre la semplice materia insegnata ed è qualcosa che forse, adesso, non mi aiuta.
Vorrei dire che è solo questione di tempo, che le cose si sistemeranno sicuramente. Ma è difficile affermarlo dopo 18 anni e mezzo.
La solitudine, il vuoto, la fatica enorme per ogni cosa. Non ci vuole niente a dire che posso ripartire da qui. Ci vuole moltissimo a capire come fare davvero. Da cosa nello specifico. Che mosse fare. Ma per adesso funziona così… cioè… non funziona così.

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