domenica 17 febbraio 2019

là fuori

Questo pomeriggio, come sempre in questi giorni, verso le 17 vado ad accendere il camino. Non so perché, se forse perché ho confrontato la semplicità/linearità di quel gesto confronto al caos della mia vita, o se solo perché lo faccio spesso in questo periodo, ma mi sono messa a piangere. Di fronte alla fiamma che prendeva forza sono crollata.
Questa mattina mentre uscivo, scendendo le scale verso la porta, la luce solare mi veniva incontro, più viva che mai, e per un istante mi ha invitata ad uscire, a prendermi quello che c'è anche per me là fuori. Non so cosa centri rispetto alle lacrime, ma ultimamente mi sembra che tutto, in un modo o nell'altro, spinga i miei pensieri sempre dalla stessa parte.
Poi più tardi ho parlato con i miei, nulla di rilevante fino a che mia madre ha menzionato una scatola in cortile di mio padre che mio zio non deve toccare. Domani mi devo sincerare che sia ancora al suo posto. Una stupidata.
In teoria almeno. Perché dal momento che me lo ha detto, ho sentito un nodo stringermi lo stomaco: paura, di nuovo. Paura che mio zio l'abbia spostata, che non la voglia rimettere al suo posto, che mio padre dia di matto… che se non avessi menzionato la cosa per sbaglio, mio padre sarebbe arrivato e non trovandola avrebbe fatto partire la 3^ guerra mondiale ancora prima di disfare i bagagli… e così sono crollata di nuovo. Per la prima volta da tanto comincio a pensare di avere bisogno di farmaci, e non solo ansiolitici.
Penso anche che mi trasferirei volentieri per non sentire più questa paura perenne dovuta alla mia famiglia. Poi penso a come starò quando non ci saranno più per davvero. E di nuovo mi sembra di avere il cervello fuori uso.
E poi mi chiedo perché io senta spesso il bisogno di scrivere qua sopra, come se il mio diario di carta non bastasse più. E probabilmente in parte è così: ho bisogno di buttare fuori tutto questo nel mondo, anche se virtuale, perché resta reale ma in un certo qual modo mi dà l'idea di mescolarsi con le altre migliaia di cose che succedono là fuori.
Mi ridà l'idea di un minimo di normalità.

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