Come spesso mi succede quando sono preoccupata di quello che succederà e non so come un certa questione evolverà, mi ritrovo a rimpiangere quell'istante , seppur breve ,vissuto da poco durante il quale stavo più o meno ok. E adesso il momento a cui penso è quel breve istante mentre stavo rientrando l'altro giorno dalla posta, quando ero ancora tremolante, ma sapevo che per quel momento, la missione era stata completata. Ci penso, perché mentre in quell'istante l'ansia scemava, ora risale. Perché domani tornano i miei, e ho paura per quello che succederà.
Guardo fuori, nella sera del sabato sera, mi immagino uscite, compagnie… io ho questo, la famiglia che ho intorno. E ne sono spaventata un sacco.
Sono riuscita raramente a sentire alcune canzoni in questi giorni, perché volevo il silenzio. Lo bramo in una maniera non proprio sana, e lo so, lo voglio come l'antagonista naturale dei rumori di porte sbattute e rabbia mal celata. Avevo un disperato bisogno di queste due settimane di tregua, ma ho paura per come andranno di nuovo le cose, perché so di aver oltrepassato la linea di rottura nella mia testa, di fatto non sono in grado di reggere più niente in modo normale. Tutto è oltre. Tutto è paura.
E rabbia per quello che è diventata la mia quotidianità.
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