martedì 14 maggio 2019

C'è un negozio nel centro del mio paese che questa estate cesserà l'attività. Un negozio che vendeva profumi, trucchi, borse, e un assortimento di tutti quegli oggettini che un po' di anni fa andavano per la maggiore come regalini tra amiche. Sebbene siano tantissimi anni che non ci metto più piede, vedere che chiude mi ha messo tristezza. E' un altro pezzo della mia vita pre panico che sparisce. Un altro luogo pieno di bei ricordi che non c'è più. Ci sto pensando in questi giorni, e ci ho pensato parecchio questa mattina, perché a quell'epoca andavo e venivo anche a piedi, senza paura di dover fare 30 minuti all'andata in discesa e qualcosa di più al ritorno in salita. Mentre oggi anche uscire di casa in auto per sbrigare 2 commissioni veloci, mi è costato più di un'ora di autoconvincimento per vincere una paura insensata che mi prendeva alla bocca dello stomaco e mi bloccava ferma in casa.
Non è che sia particolarmente stupita di quello che è successo questa mattina, solo che oggi ho saputo che la mia famiglia dovrà rimborsare 6000 euro per un danno. Non riguarda me direttamente nel senso che io non centro con il danno, ma mi riguarda come nucleo da cui comunque questi soldi dovranno uscire. Ed è il massimo della frustrazione sapere che non potrei contribuire nemmeno volendo perché di soldi non ne ho. 35 anni senza un soldo, senza nemmeno la possibilità di guadagnarli. Senza niente da offrire in cambio.
Con le lezioni ho sempre guadagnato cifre molto basse, sicuramente insufficienti a mantenermi, e ne ho sempre spesi i 2/3 tra medicine e psicoterapia, ma forse se mi fossi impegnata di più, se mi fossi imposta di mettere via anche solo un 10% al mese… certo non potrei  andare lontano, ma in qualcosa potrei contribuire anche io adesso.
Sono momenti come questo che fanno davvero capire quanto la mia salute stia incidendo su ogni sfera della mia vita da quasi 19 anni, generando una miriade di conseguenze.
Uffa…

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