lunedì 6 maggio 2019

vivere il momento per poi portarselo sempre nel cuore.

Ok, film/telefilm/romanzi non sono la realtà, ma entro certi limiti e con i dovuti paragoni, la rappresentano davvero. Così capita che spesso in ogni film, romanzo, in ogni storia insomma, ci sia un momento che chiamerei bolla. Un momento durante il quale i protagonisti vivono del tempo cucito su misura per loro, tempo d'amore, di passione, tempo in cui tutto il resto del mondo è escluso, separato dalla bolla mentre loro si concedono la magia di essere davvero se stessi. Un momento che poi è doloroso far finire, ma necessario. Spesso mi sono chiesta se non fossero anche le descrizioni di quei momenti ad allontanare drasticamente le storie, scritte o rappresentate, dalla realtà, quei momenti a sottolineare l'incompatibilità tra finzione e mondo vero. In fondo nella vita vera come possono capitare questi momenti in cui il mondo fuori è veramente fuori? Lontano, separato… un problema di lavoro, un disguido qualsiasi, un malore di un parente, di un amico, una lite… c'è sempre qualcosa di questa lista che entra a far parte della quotidianità. Però oggi mi sono resa conto che forse invece è possibile ritagliarsi qualche momento bolla. Che sia una settimana o anche solo un fine settimana, forse si può vivere per un po' un piccolo sogno. Senza l'irrealistica ambizione che sia sempre così, ma solo per vivere il momento per poi portarselo sempre nel cuore.
Anche quando sei in fila per andare a pagare una bolletta, o quando hai una ruota a terra.

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